Welfare state significa letteralmente stato di benessere e significa stato sociale, ovvero un sistema di norme ed interventi che tende ad eliminare le diseguaglianze innestando circuiti virtuosi sulle aree di bisogno. L’assistenza sanitaria, sociale, l’istruzione, il lavoro….
Questa è la teoria, ma la realtà…è tutt’altra cosa.
Un esempio è ‘istruzione Pubblica, area robusta fino agli anni novanta, che da quest’anno vede contrazioni spaventose di servizi, un incremento numerico degli alunni per classe sproporzionato all’offerta e la triste novità della disoccupazione che sostituisce il precariato negli Insegnati “annuali”.
Sulla Sanità, omissis e sul sociale si spiega dopo.
Ci ritroviamo una Sanità che non riesce in Calabria a quantificare il debito e che promette lacrime e sangue, leggi tasse, che a pagare saranno sempre i più deboli, come nel caso dei precedenti tiket.
I servizi sono quelli che vediamo.
Una sola autoambulanza per coprire i bisogni dell’Area Grecanica ( 33.000 residenti circa) mentre le postazioni di Continuità Assistenziale non ripartono, nonostante una sentenza del Tar di Reggio Calabria che ridefinisce il rapporto ottimale servizio – cittadino centralizzando quest’ultimo e non l’esigenza di risparmiare soldi spesi da altri…
Ma su questo ci torneremo con più specificità in seguito
Adesso vorrei centrarmi sul terzo settore locale, che rischia di diventare “fascia debole” come l’oggetto del proprio impegno.
Le Cooperative ed Associazioni che dagli anni 80 effettuano servizi alla persona in regime convenzionato o accreditato oggi sempre più annaspano, a causa di un riconoscimento sostanziale da parte degli Enti Pubblici ancora fumoso e spesso inesistente.
I mesi di riardo nell’erogazione dei pagamenti, per prestazione resa, soprattutto riguardo ai convenzionati con l’ASP 5 di Reggio, ammontano ormai a cinque.
Quindi il dipendente di una cooperativa che svolge servizio in regime di convenzionamento con l’azienda Sanitaria di Reggio ha ricevuto adesso il compenso relativo a dicembre 2009.-
Cosa accadrebbe se non ci fosse più un servizio di riabilitazione psichiatrica presso i servizi esistenti?
Ovvero se il “pubblico” decidesse di svolgere in proprio l’attività riabilitativa.
Anzitutto aumenterebbero i costi.
Altro è il compenso di un educatore professionale dipendente è notevolmente al di sotto di un analogo professionista dipendente pubblico, anche se nella nostra ASP forse non se n’è mai visto uno.
Lo stesso dicasi per gli Assistenti Sociali, Fisioterapisti, Infermieri ed altro…
Quindi i costi che si vogliono contrarre di fatto aumenterebbero.
A meno che si decidesse di non effettuare più attività riabilitative, riportando indietro la problematica della salute mentale agli anni settante, prima delle riforma sanitaria e soprattutto della legge 180 del 1978.
Questo configgerebbe con le norme di legge, a partire dalla Carta Costituzionale, con i vari Piani Sanitari regionali e soprattutto con i bisogni dell’utenza.
Ciò che sta accadendo con la Riabilitazione, nel contesto reggino, è emblematico.
E se l’utente ancora non vive il disagio nei servizi è grazie alla coscienza ed all’abnegazione del terzo settore convenzionato che lo rende centrale nel proprio impegno.
Ma fino a quando?
Fino a quando si potrà reggere un sistema diseguale, che vede il terzo settore divenire sempre di più fascia debole, con reddito basso e discontinuo, con riconoscimento debole a livello istituzionale e confusione rispetto al ruolo svolto ed alla professionalità dimostrata?
Questa è la madre di tutte le domande.
Ma il nostro terzo settore, storico e competente, non ci sta più ed ha deciso di scendere in campo per i propri diritti e quelli dei propri assistiti.
Quindi per i diritti di tutto il territorio.
Le azioni saranno visibili e tendenti ad informare tutti, affinché diventi un problema della Comunità e non del singolo.
Attraverso la massima diffusione possibile.
Alla prossima puntata….
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martedì 18 maggio 2010
il welfare...questo sconosciuto
ALBERTI, RINASCITA,SALUTE MENTALE
Mario Alberti,
Melito TV,
welfare
sabato 24 ottobre 2009
filo spezzato
Enzo Vinci per l’ennesima volta ha prodotto un documento denuncia di altro profilo. Il Servizio di Veterinaria al buio, senza rete telefonica e quindi internet, con conseguenza sull’archiviazione e sul reperimento dei dati, è cosa vergognosa.
Ben più delle pruderie dei nostri governanti.
Ma come la storia insegna, notizie ad effetto distanziano dai veri problemi.
Torniamo a noi.
Nella situazione descritta, sulla quale non mi dilungo invitando chi legge a consultare Melito Tv, concorrono diversi argomenti, aprendo squarci spaventosi nella gestione della Cosa Pubblica.
Primo quesito.
Che senso ha affidare un bene confiscato alla mafia quando il beneficiario non può utilizzarlo appieno.
Ovvero, basta assegnarlo ed il percorso è compiuto?
La ndrangheta, quella stessa che la Commissione dell’ASP è venuta a combattere, sarà soddisfatta sapendo che la registrazione ed il monitoraggio della vita animale, specie se commestibile, viene compromessa da un allaccio di energia elettrica?
Sembra una legge del contrappasso. Ci sono stati e ci sono ancora processi in corso su tali ambiti.
Da ramo spezzato a filo spezzato?
Altro quesito.
Ma se vero è che il dirigente della Struttura ha prodotto già da mesi richieste d’intervento alla Commissione Straordinaria che non ha attivato i giusti processi di risoluzione, a che serve una Commissione Straordinaria se non gestisce l’ordinario?
A chiudere Servizi? A lasciarli al buio? A non farli funzionare?
Ottimizzare significa non far funzionare?
Risparmiare significa eliminare?
Per ultimo mi chiedo quanto costa alla collettività una mancata produttività di un Servizio a causa di problematiche logistiche?
Parecchio ovviamente.
Come è noto i costi peggiori, che generano più frustrazione, sono quelli che derivano dalla mancata produzione di un servizio.
E qui ci siamo.
Allora che fare? Ovviamente denunciare ed informare.
Ad ogni libera opinione per l’inetto corrisponde una minaccia.
Termino con un aforisma….
I buoni ragionamenti sono più forti di due mani robuste. (Sofocle)
Alla prossima
Ben più delle pruderie dei nostri governanti.
Ma come la storia insegna, notizie ad effetto distanziano dai veri problemi.
Torniamo a noi.
Nella situazione descritta, sulla quale non mi dilungo invitando chi legge a consultare Melito Tv, concorrono diversi argomenti, aprendo squarci spaventosi nella gestione della Cosa Pubblica.
Primo quesito.
Che senso ha affidare un bene confiscato alla mafia quando il beneficiario non può utilizzarlo appieno.
Ovvero, basta assegnarlo ed il percorso è compiuto?
La ndrangheta, quella stessa che la Commissione dell’ASP è venuta a combattere, sarà soddisfatta sapendo che la registrazione ed il monitoraggio della vita animale, specie se commestibile, viene compromessa da un allaccio di energia elettrica?
Sembra una legge del contrappasso. Ci sono stati e ci sono ancora processi in corso su tali ambiti.
Da ramo spezzato a filo spezzato?
Altro quesito.
Ma se vero è che il dirigente della Struttura ha prodotto già da mesi richieste d’intervento alla Commissione Straordinaria che non ha attivato i giusti processi di risoluzione, a che serve una Commissione Straordinaria se non gestisce l’ordinario?
A chiudere Servizi? A lasciarli al buio? A non farli funzionare?
Ottimizzare significa non far funzionare?
Risparmiare significa eliminare?
Per ultimo mi chiedo quanto costa alla collettività una mancata produttività di un Servizio a causa di problematiche logistiche?
Parecchio ovviamente.
Come è noto i costi peggiori, che generano più frustrazione, sono quelli che derivano dalla mancata produzione di un servizio.
E qui ci siamo.
Allora che fare? Ovviamente denunciare ed informare.
Ad ogni libera opinione per l’inetto corrisponde una minaccia.
Termino con un aforisma….
I buoni ragionamenti sono più forti di due mani robuste. (Sofocle)
Alla prossima
ALBERTI, RINASCITA,SALUTE MENTALE
Mario Alberti,
Melito TV
domenica 27 settembre 2009
ETERNIT A PERDERE
È sconcertante nella sua crudezza il servizio che Melito Tv, con coraggio e con la collaborazione di Giancarlo Liberati, ha messo in onda oggi.
La fiumara Tuccio è stata stuprata da ignoti e l’immondo frutto consiste in montagne di rifiuti e soprattutto di eternit, che tutti conosciamo come sostanza cancerosa.
Rifiuti, televisori dismessi, soprattutto eternit, in tutte le salse, frantumato, intero, stoccato, accatastato, impilato, abbandonato, che ci guarda con occhio mortifero.
Con l’eternit si muore ed il suo smaltimento ha dei processi ben definiti e delle procedure di sicurezza codificate.
Tutto scorre ed anche questo schifo andrà verso il mare, a proseguire la violenza iniziata.
Non possiamo lasciare solo Enzo Vinci nelle sue denuncie.
Né lui né nessuna persona coraggiosa.
Lo facciamo per noi e per i nostri figli.
E per quelli che devono nascere …e per farlo devono aver un buon motivo.
Per questo scrivo.
Scrivo lo schifo al quale ho assistito, e che non conoscevo, ma nello stesso tempo esprimo profonda meraviglia per la totale assenza dello Stato in questa storia.
Le denuncie sono cadute nel vuoto.
I cittadini sanno ma non si ribellano, la gente muore e noi preghiamo per la loro salvezza. Nient’altro?
Assurdo.
Grazie Enzo.
Grazie Giancarlo.
Non lasciamo cadere nel vuoto questo coraggio e mettiamoci accanto a loro.
Stavolta la sveglia è suonata, prima che suoni la campana.
Da domani, anzi da oggi, perché non c’è tempo, il fronte è aperto.
La fiumara Tuccio è stata stuprata da ignoti e l’immondo frutto consiste in montagne di rifiuti e soprattutto di eternit, che tutti conosciamo come sostanza cancerosa.
Rifiuti, televisori dismessi, soprattutto eternit, in tutte le salse, frantumato, intero, stoccato, accatastato, impilato, abbandonato, che ci guarda con occhio mortifero.
Con l’eternit si muore ed il suo smaltimento ha dei processi ben definiti e delle procedure di sicurezza codificate.
Tutto scorre ed anche questo schifo andrà verso il mare, a proseguire la violenza iniziata.
Non possiamo lasciare solo Enzo Vinci nelle sue denuncie.
Né lui né nessuna persona coraggiosa.
Lo facciamo per noi e per i nostri figli.
E per quelli che devono nascere …e per farlo devono aver un buon motivo.
Per questo scrivo.
Scrivo lo schifo al quale ho assistito, e che non conoscevo, ma nello stesso tempo esprimo profonda meraviglia per la totale assenza dello Stato in questa storia.
Le denuncie sono cadute nel vuoto.
I cittadini sanno ma non si ribellano, la gente muore e noi preghiamo per la loro salvezza. Nient’altro?
Assurdo.
Grazie Enzo.
Grazie Giancarlo.
Non lasciamo cadere nel vuoto questo coraggio e mettiamoci accanto a loro.
Stavolta la sveglia è suonata, prima che suoni la campana.
Da domani, anzi da oggi, perché non c’è tempo, il fronte è aperto.
ALBERTI, RINASCITA,SALUTE MENTALE
Mario Alberti,
Melito TV
domenica 20 settembre 2009
Breve comunicato per un giornalista coraggioso
L’ho già fatto in forma privata ma desidero pubblicamente complimentarmi con te e la tua trasmissione, Tandem, nella quale in verità mi sento dentro avendo diverse volte partecipato attivamente.
La trasmissione sulle navi sommerse, che ci riguarda da vicino, è stata partecipata, coraggiosa e condotta con tocco arguto.
Questo è il sistema per denunciare le cose senza cadere di stile o creare acredini inutili che non giovano alla crescita del nostro contesto.
I cittadini ci hanno dimostrato come ancora ci sono verità sommerse che nessuno vuole andare a scovare.
È stato anche il loro spazio.
L’invito è, caro Enzo, di continuare con il coraggio e lo stile dimostrato, tenendo in debito conto che altro è toccare argomenti leggeri, per quanto importanti, altro è la salute, l’inquinamento, le connivenze, la mafia e lo Stato assente, se non peggio.
Ciò comporta attacchi, invidie, delegittimazioni e rischi che la storia ci indica come fisiologiche reazioni anticorpali alla verità.
Sappi che avrai il mio sostegno.
La trasmissione sulle navi sommerse, che ci riguarda da vicino, è stata partecipata, coraggiosa e condotta con tocco arguto.
Questo è il sistema per denunciare le cose senza cadere di stile o creare acredini inutili che non giovano alla crescita del nostro contesto.
I cittadini ci hanno dimostrato come ancora ci sono verità sommerse che nessuno vuole andare a scovare.
È stato anche il loro spazio.
L’invito è, caro Enzo, di continuare con il coraggio e lo stile dimostrato, tenendo in debito conto che altro è toccare argomenti leggeri, per quanto importanti, altro è la salute, l’inquinamento, le connivenze, la mafia e lo Stato assente, se non peggio.
Ciò comporta attacchi, invidie, delegittimazioni e rischi che la storia ci indica come fisiologiche reazioni anticorpali alla verità.
Sappi che avrai il mio sostegno.
ALBERTI, RINASCITA,SALUTE MENTALE
Mario Alberti,
Melito P.S.,
Melito TV
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