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domenica 24 ottobre 2010

Il Forum Aderisce al coordinamento delle associazioni


il Forum Distrettuale del III settore dell'Area Grecanica, con delibera dell'Assemblea tenutasi il 15 ottobre scorso, afferma con forza il No alla costruzione della centrale a carbone nel sito di Saline Ioniche.
IL'associazionismo locale ritiene altra e diversa la vocazione del territorio grecanico e su questo pensa si possa e si debba spingere per una riconversione del sito di Saline, ex Liquichimica.
Il mare, il sole, la terra potrebbe dare di più, dare lavoro e benessere, se ben utilizzati.
Ma una speculazione come tante che abbiamo già subito ci sembra l'ipotesi più lontana dai nostri bisogni.
Sulla portata dell'indotto lavorativo nutriamo seri dubbi, visto le cifre altelenanti e contrastanti che vengono sciorinate dai favorevoli alla Centrale.
Nessun dubbio invece nutriamo sulla nocività del carbone, nè sulla possibile devastazione di un Area che, per quanto non valorizzata a dovere, vanta bellezze notevoli, quali il
laghetto di Saline adiacente appunto alla Liquichimica.
Il Forum ha già inviato una mail di formale adesione al coordinamento delle Associazioni contro la Centrale ribadendo che non siamo i cultori del No ad ogni costo, ma del Si allo sviluppo sostenibile
nel rispetto pieno della nostra vocazione e dei nostri territori.
Questo è incompatibile con una proposta come la costruzione della Centrale a Carbone.

lunedì 4 gennaio 2010

Carbone no lavoro si

Non mi dilungo sulla nocività del carbone, altri meglio di me sono più abili a tracciarne gli effetti cancerosi sull’organismo e deleteri sull’ambiente circostante.
Che questi effetti possano ricadere sul territorio di Melito e Montebello, visto il pericolo non assolutamente scampato rispetto alla costruzione della Centrale, mi preoccupa e non poco.
Però mi fermerò a riflettere su un altro aspetto, che mi addolora come cittadino e mi detta la traccia da seguire come soggetto del terzo settore locale.
Quando si affacciò, qualche tempo fa, per la prima volta il progetto di costruzione della Centrale a Carbone nell’area di Saline, a braccetto con l’oasi faunistica,, da parte della SEI, multinazionale svizzera, con indubbi interessi locali, accadde un episodio.
Nella sua populista essenza semplice nei modi ma forte e tragico nei contenuti.
Alla prime proteste sul territorio, in particolare presso il paese di Saline, mi si avvicinò una donna, sfatta, disordinata, apparentemente di mezza età.
Forse giovane, forse no.
Come molte madri e mogli delle nostre parti.
Mi disse, in sintesi…il carbone fa venire il cancro, uccide dopo dieci, quindici anni.
Ma qui siamo senza lavoro.
Moriamo tutti i giorni.
Io voglio la Centrale se questa significa lavoro. Meglio morire occupati che vivere di stenti.
Il ragionamento non tenne conto di tante sfumature, prima tra tutte che il gioco non vale la candela.
Ma la drammatica comunicazione della madre senza età, ancora oggi attuale, ci sbatte in faccia la nuda e cruda realtà, ovvero cosa stiamo facendo, tutti, forze sociali, politiche, culturali, religiose, Istituzioni e quant’altro volgiamo mettere nel calderone, per produrre lavoro e sviluppo.
No, non ho cambiato idea, rimango fermamente contro la costruzione della Centrale a Carbone, nell’area di Saline, deputata alla distruzione e non al progresso.
Ma comprendo il dramma della donna disposta a barattare la vita con il lavoro.
Questa è la realtà con la quale dobbiamo fare i conti, ci piaccia o no.
E su questa realtà dobbiamo impiantare un NO alla Centrale condizionato e supportato da tutte le azioni di sviluppò ed occupazione che tutti dobbiamo ritenere obiettivo prioritario.
Affinché non ci sia più gente disposta a morire per una busta paga.

giovedì 6 agosto 2009

Le voci dalla collina

Solo qualche settimana fa ,rientrando da un’altra Regione, mi accolgono impietosi i necrologi di un amico, un compagno di scuola.
Un compagno di sogni, old Melito anni ottanta, vecchio Liceo dalla stretta scalinata, dove tutto sembrava a portata di mano,anche i desideri.
Proprio sotto la collina di Melito, la nostra Spoon River, mi hanno accolto file di saluti che tutti ti hanno rivolto, caro compagno, si può ancora dire…di paure, ansie e desideri.
Caro compagno che non ti ho visto né malato né spento.
Triste privilegio.
Quante voci dalla collina…adesso anche la tua.
Se passi di sotto, in questi giorni roventi li puoi sentire. Loro, i morti nella norma, sussurrano ed il vento porta le loro voci.
Troppe e tante, giovani, uomini e donne, bambini e ragazzi. Loro,i morti nella norma.
Figli di una cellula impazzita che si moltiplica all’infinito devastando ciò che trova, dentro di noi.
Ma noi non siamo solo cellule, ma pensieri, progetti, figli..
Tutto questo una sola cellula devasta senza pietà.
Anche lei una cellula nella norma.
Che uccide nella norma.
Adesso chiedo, preoccupato, chi sarà il prossimo ad essere colpito dalla devastante pallottola del male.
Male del secolo o male di Melito? Niente allarmismo prego! Meglio ammalarsi tranquilli.
Bussa alla porta la Centrale a Carbone, che bypassa i Comuni tramite un decreto Regionale che di fatto suona come esercizio di poteri sostitutivi.
Progresso prego….. ed occupazione!
Le nostre morti per tumore sono nella media, ma se contassimo solo quelle della nostra Area ( intendo da Bova Marina a Montebello Ionico)?
Queste le scelte che i “melitesi svegliati” ( pochi) e quelli ancora da svegliare ( troppi) sono chiamati ad affrontare bandendo la passività.
Anche questo si sente urlare dalla collina…..

mercoledì 7 gennaio 2009

è giunta l'ora?

Vi sfiora l’idea che le Associazioni servono all’immobilismo che ci affligge per dare un contorno di stimolo e partecipazione che di fatto non è significativa?
Altrimenti perché nella nostra Area non decollano tutte le azioni che possano facilitare lo sviluppo e l’occupazione?
Sarà la ndrangheta? Anche, ma esiste in noi una forma subdola di mafia che divora le iniziative come niente, che seda gli animi più propositivi e stabilizza le cose, quando invece ci vuole un terremoto.
Benvenuta Centrale a Carbone, se svegli un po’ le Associazioni che si gongolano sornione sui fasti di una innovazione più sublimata che reale.
In questa eterna comoda funzione di stimolo, agita da anni, sarà che è giunta l’ora di salire in sella, e non stare alla finestra a moralizzare su errori, orrori ed omissioni colpevoli e dolose?
Alla prossima Centrale….

venerdì 26 settembre 2008

è questione di lana caprina

sento e leggo, come "capo d'imputazione" più frequente rivolto al fronte del no, in relazione al progetto di costruzione di una Centrale a Carbone a Saline Ioniche, quello di non proporre alternative valide o pertinenti per, scampato il pericolo, prevedere uno sviluppo della zona.
Quello che i nostri "tosatori" non comprendono, o fanno finta di non comprendere, è che il movimento delle associazioni, nato ad hoc, può diventare forum permanente e proporre in vari ambiti, dallo sviluppo alle politiche sociali, vie da perseguire concertandole con le Istituzioni politiche.
Non dimentichiamo che quest'ultime hanno il dovere di provvedere al benessere ed alla crescita dell'Area.
Adesso incalzate da noi.
Perchè questa diffidenza?
Ho letto da qualche parte che dietro le associazioni ci sarebbe una lobby (!??) di costruttori edili pronti alla speculazione.
Ecco le ragioni del nostro mancato sviluppo.
Approcciarsi con diffidenza cosmica ad un movimento che ha come unica motivazione la crescita sociale, culturale ed economica dell'Area Grecanica rientra purtroppo nell'endemica incapacità di fare associazionismo e spaccare il pelo in quattro di fronte all'impegno altrui, gratuito ed anche, a volte, rischioso, per l'esposizione che inevitabilmente si ha.
Passato, ma non completamente, il tempo del rischio immediato, si apre la stagione delle proposte e dalla partecipazione.
A conforto dei maligni.